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Dopo di noi, al via a Chieti, per la prima volta, la sperimentazione di gruppi appartamento per persone con disabilità.


Pubblicato mar 6 settembre 2022 alle 15:35

 L’assessore Maretti: “Entro l’anno il decollo di tre progetti sperimentali finanziati dal PNRR”


Chieti, 6 settembre 2022 – Stanno per partire tre importanti progetti nati per dare servizi in editi alla città e resi possibili da una sinergia sperimentale fra Comune e alcune associazioni che si occupano di disabili e soggetti vulnerabili. L’attività ha come fulcro interventi che riguardano il cosiddetto “Dopo di noi”, per favorire una maggiore indipendenza abitativa, lavorativa e sociale di persone disabili che vivono condizioni di vulnerabilità o convivano con problemi psichici. Per la prima volta in Abruzzo un capoluogo propone tale collaborazione stretta fra pubblico e associazioni del territorio. L’attività progettuale è sostenuta dall’Unione europea attraverso i fondi di Next generation Eu, PNRR Missione 5 “Inclusione e coesione”, Componente 2 "Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”, Sottocomponente 1 “Servizi sociali, disabilità e marginalità sociale”. Stamane la presentazione con l’assessore alle Politiche sociali Mara Maretti, Marco Alessandrini, direttore del Centro di salute mentale di Chieti, Erika Toto presidente dell’Anffas Rosa Blu di Chieti Scalo, Eugenio Di Caro, presidente dell’associazione Percorsi, la progettista Luigia Belli e il consigliere comunale Silvio Di Primio.

 

“Finalmente a Chieti parte un progetto sul dopo di noi, concreto e finalizzato al raggiungimento di obiettivi previsto dal Ministero per il Lavoro e le Politiche sociali, finanziato dal Pnrr e con tempi serrati: dovrà partire entro dicembre 2022 per concludersi nel 2026 – assicura l’assessore alle Politiche Sociali, Mara Maretti – Per questo si entrerà subito nel vivo con la convocazione di un tavolo operativo con tutti i soggetti coinvolti che convocheremo a breve. Attraverso gli interventi daremo risposte nuove a categorie speciali e potremo ristrutturare tre appartamenti di proprietà del Comune, facendone il fulcro di questa azione sperimentale rivolta al dopo di noi e alla indipendenza di persone con disabilità, problemi psichici e vulnerabili. Gli alloggi dove i progetti prenderanno vita sono in Via De Lollis per 3 posti disponibili e nell’ex centro vaccinale di via Salomone che verrà suddiviso in tre appartamenti ognuno dei quali con due posti a disposizione. Il progetto finanziato con circa 750.000 euro avrà un ritmo serrato e importanti compagni di viaggio, quali il Centro di Salute Mentale e l’Anffas di Chieti, l’associazione Percorsi e la Cosma, Organismo di volontariato della dottoressa Tiziana Arista. Con loro abbiamo già aperto un tavolo di coprogettazione, per dare corpo a una possibilità mai avuta dalla nostra città. La prima riguarda la creazione di percorsi di autonomia per persone con disabilità che vogliamo dedicare soprattutto a ragazzi e ragazze che devono muovere i primi passi nella fase adulta e la cui condizione di disabilità non sia grave, ma consenta questa emancipazione. Il progetto riguarderà gli alloggi di via Salomone, fornisce un luogo dove vivere con tutta la domotica di ultima generazione per persone con disabilità, ma anche formazione per loro e le famiglie, sia lavorativa che psicologica e digitale, nonché lavoro, attraverso tirocini che andremo ad attivare perché possano davvero essere indipendenti. L’appartamento di via De Lollis, invece, sarà destinato a soggetti con disabilità psichiatriche tali da consentire loro non solo di vivere da soli, ma di condividere con altri la propria condizione abitativa e sociale prevista dal progetto, che svolgeremo in collaborazione con il Centro di Salute mentale, l’associazione Percorsi e Cosma. Si tratta di una vera sfida, sia perché scommettiamo sulla conquista possibile per questi soggetti e le loro famiglie, sia perché al momento non è un’attività realizzata, non c’è e se ne sente la mancanza”.

 

“Il progetto è per tre anni, siamo certi che abbia un futuro, perché l’autonomia è un obiettivo prioritario della Pubblica Amministrazione, ministero in primis – aggiunge, Luigia Belli la curatrice del progetto che con Rosita Paolucci e Clara Salvatori rappresentano il gruppo di progettazione PNRR sociale, insieme pure a Marcella Piattelli di Chieti Solidale - L’orizzonte è quello di migliorare la qualità della vita di queste persone, che vivono speciali condizioni di disabilità nonché di vulnerabilità, ma tali che possano provare a fare vita indipendente. Abbiamo appena firmato la convenzione con il Ministero Lavoro e Politiche Sociali per la progettazione esecutiva, la prima a partire sarà la formazione dell’equipe per arrivare a un inserimento che dovrà prevedere anche una preparazione delle famiglie dei soggetti che risulteranno più idonei allo svolgimento del progetto. Tutto quello che proponiamo, non si sostituisce su ciò che già c’è, i servizi si sommano proprio per non privare i soggetti e le famiglie di monitoraggio, supporto e sostegno”.

 

“Appartamenti per disabilità psichiatriche, che si dovrà riferire a persone adatte a un percorso di autonomia e adatte a vivere insieme al momento non c’è – sottolinea il dottor Marco Alessandrini, direttore del Centro di salute mentale di Chieti – Non sono stati mai attivati neanche dalle strutture private, ma siamo certa che la valenza di tale sfida si elevatissima: perché si potrà riferire a persone che hanno una condizione compatibile con indipendenza e convivenza e un grande potenziale di miglioramento. Oggi chi vive situazioni simili è ospite di strutture residenziali o centri diurno, oppure di appartamenti seguiti, è una sfida importante, perché funziona: quando siamo riusciti a creare nuovi avviamenti è andata benissimo”.

 

“Siamo pronti a dare il supporto a questa progettazione perché il dopo di noi è un tema forte e importante da affrontare, i centri diurni, le strutture già esistenti possono lavorare in sinergia con questo tipo di intervento – così Erika Toto presidente dell’Anffas Rosa Blu di Chieti Scalo – a causa del Covid abbiamo dovuto ricominciare con ragazzi e famiglie e abbiamo voluto subito riaprire e andare avanti, persone che vivono meccanismi particolari con la pandemia e un progetto di questo tipo supporta il processo di deistituzionalizzazione, inserendoli il più possibile nel mondo e nella vita e non farli sentire diversi”.

 

“Siamo disponibili perché questo cerchio si chiuda e si possa entrare nel vivo di una progettazione efficace – così il presidente dell’associazione Percorsi Eugenio Di Caro – si tratta di una sfida nuova, che mette insieme ente pubblico e territorio con l’integrazione dei servizi, perché la persona che sente il bisogno, non distingue sui servizi e chi li eroga, ma può emanciparsi e progredire. A questo punta il progetto”.


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